La gazza ladra

La gazza ladra
Prima rappresentazione: 31 maggio 1817
Teatro alla Scala, Milano
Compositore: Gioacchino Rossini
Librettista: Giovanni Gherardini

La gazza ladra è un'opera semiseria in due atti di Gioacchino Rossini su libretto di Giovanni Gherardini, tratta dal dramma "La Pie voleuse ou La Servante de Palaiseau" di Théodore Badouin d'Aubigny e Louis-Charles Caigniez.

La prima rappresentazione, avvenuta nell'ambito della stagione di primavera del Teatro alla Scala (31 Maggio 1817), ebbe un riscontro molto positivo da parte del pubblico.

Memorabile è l'edizione de "La gazza ladra" del 1989 a Pesaro, protagonisti Katia Ricciarelli (Ninetta), William Matteuzzi (Giannetto), Samuel Ramey (Podestà), Ferruccio Furlanetto (Fernando), Bernadette Manca di Nissa (Pippo), Luciana D'Intino (Lucia), Marcello Lippi (Ernesto) diretti da Gianluigi Gelmetti.
Il video completo è a fondo pagina.

Pur venendo ormai rappresentata raramente, la celeberrima ouverture rimane un brano molto apprezzato nel repertorio sinfonico.

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Ruoli

  • Fabrizio Vingradito, ricco fittaiuolo (Basso)
  • Lucia, moglie di Fabrizio (Mezzosoprano)
  • Giannetto, figlio di Fabrizio; militare (Tenore)
  • Ninetta, serva in casa di Fabrizio (Soprano)
  • Fernando Villabella, padre della Ninetta; militare (Basso)
  • Gottardo, podestà del villaggio (Basso)
  • Pippo, giovine contadinello al servigio di Fabrizio (Contralto en travesti)
  • Isacco, venditore ambulante (Tenore)
  • Antonio, carceriere (Tenore)
  • Giorgio, servo del podestà (Basso)
  • Ernesto, compagno ed amico di Fernando, militare (Basso)
  • Genti d'arme, contadini e contadine, famigli di Fabrizio, (Coro)
  • Una gazza, (Non specificato / Figurante)
  • Un usciere, (Non specificato / Figurante)

Trama

In breve...

Giannetto sta per tornare a casa in congedo, dove l’attendono la madre Lucia, il padre Fabrizio e la serva Ninetta decisa a confidargli il suo amore. Anche il Podestà è innamorato della ragazza, ma lei lo respinge. Fernando (padre di Ninetta) torna in segreto anche lui dalla guerra; è fuggitivo e ricercato per aver aggredito il suo capitano dopo che questi gli ha negato il congedo. Chiede a Ninetta di vendere un cucchiaio che porta con se e dargli il ricavato per fuggire.

Non vista, una gazza ruba un cucchiaio di argento dalla tavola, del furto viene incolpata Ninetta; la pena è la morte.
Fernando fa irruzione in tribunale per tentare di salvare la figlia, ma non riesce e viene a sua volta imprigionato. La gazza ladra ricompare per rubare una moneta al contadino Pippo, il quale la segue e ritrova oltre alla sua moneta, anche l’argenteria rubata. Ninetta viene così scagionata; intanto Ernesto (ex commilitone di Fernando) porta una lettera con la quale viene concessa la grazia per Fernando. Lucia e Fabrizio benedicono l’unione di Giannetto e Ninetta.

ATTO I

Nell’ampio cortile della casa di Fabrizio Vingradito, si sta allestendo la tavola per un momento di festa: dopo tanti mesi Giannetto – figlio di Fabrizio e Luci – tornerà a casa dal fronte in cui era impegnato come militare.
Pippo, un giovane contadino aiuta Lucia, mentre lei si domanda dove sia finita Ninetta (sua serva), invece di essere lì ad aiutare. Lucia coglie l’occasione per lamentarsi con Fabrizio anche del fatto che sia sparita una forchetta d’argento dalla cucina; ella teme possa essere stata presa da Ninetta.
Fabrizio la rassicura e le chiede di avere un po’ più di fiducia verso Ninetta, obbligata all’umile vita da serva e figlia del militare di lungo corso Fernando Villabella.
Assiste a questa scena una gazza che svolazza fuori dalla sua gabbia lasciata aperta.

Lucia entra in cucina, mentre arriva Ninetta colma di gioia per il ritorno sia di Giannetto (suo segreto amore) che di suo padre.
Fabrizio le dice di aver capito da tempo i suoi sentimenti verso il figlio e che benedirà volentieri la loro unione. Nel frattempo rientra Lucia, rimbrottando Ninetta. Fabrizio prende quindi Lucia sottobraccio e i due si allontanano di scena.

Si affaccia sul cortile Isacco un venditore ambulante, ma Pippo lo allontana.

Pippo e Ninetta continuano ad adornare la tavola, quando sentono da dietro la collina provenire grida di giubilo per l’arrivo di Giannetto. Entrambi partono per farglisi incontro.

Giannetto si allontana dalla comitiva per correre incontro a Ninetta. Tutti rientrano in casa per mangiare e bere. Giannetto vuole riabbracciare lo zio malato, così parte insieme ai genitori per fargli visita.

Mentre Ninetta sparecchia la tavola, si avvicina a lei un mendicante. Fattosi vicino, le rivela la sua identità: si tratta di suo padre, Fernando Villabella. Fernando le spiega la sua situazione: il capitano gli aveva negato il permesso di far visita a sua figlia, quindi lui aveva aggredito il capitano. Successivamente venne disarmato e condannato a morte. I suoi compagni d’arme – primo fra tutti il suo amico Ernesto – lo hanno però fatto fuggire fortunosamente.
Su queste parole si vede arrivare da lontano il Podestà; Fernando è quindi costretto a nascondersi, coprendosi con i suoi stracci e sedendosi alla tavola ancora apparecchiata.

Il Podestà è intenzionato a dichiarare il suo amore a Ninetta, convinto che lei cederà. Ninetta però respinge le sue lusinghe.
A interrompere la scena arriva Giorgio – il servo del Podestà – con un messaggio per lui.

Ninetta dice al padre di fuggire; costui però non ha denaro per scappare. Le consegna quindi un cucchiaio d’argento, l’unico suo avere rimastogli, chiedendole di venderlo e di mettere i soldi ricavati all’interno del castagno posto sulla collina. Lui si nasconderà nella boscaglia in attesa.
Il podestà cerca di leggere il messaggio, ma non avendo gli occhiali, chiede a Ninetta di leggerlo per lui.
Il messaggio riguardava l’annuncio della fuga di un ricercato, Fernando. A seguire era riportata la descrizione dell’uomo. Ninetta per dare tempo a suo padre di fuggire e sviare i sospetti, inventò la parte riguardante l’aspetto del ricercato.
Dopo aver ascoltato, il Podestà intima a Fernando di mostrare il volto; non riconoscendolo nell’identikit letto da Ninetta, gli intima di andarsene e lasciarli soli.
Il Podestà continua a declamare il suo amore per Ninetta; al nuovo rifiuto della ragazza e all’intromissione del padre rimasto nelle vicinanze, il Podestà si allontana minacciando vendetta.
In un momento in cui sono tutti distratti, la gazza scende sulla tavola, ruba un cucchiaio e vola via.

Mentre Ninetta rientra in casa, sente Isacco passare di nuovo davanti casa; scende quindi per fermarlo. Senza farsi vedere da nessuno, trae dal grembiule il cucchiaio che suo padre le aveva dato, e lo vende a Isacco, chiedendogli di non farne parola a nessuno.

Pippo chiede a Ninetta come mai abbia fermato quel venditore ambulante; lei risponde dicendo che le servivano dei soldi, quindi ha venduto delle sue cose.

Ninetta esce per depositare il denaro all’interno del vecchio castagno, come promesso a suo padre. Mentre fa per uscire incontra Giannetto e Fabrizio di ritorno; decide quindi di rimandare.
Rientrano tutti in casa, compreso il Podestà.
Mentre Fabrizio presenta suo figlio Giannetto al Podestà, Lucia riconta le posate e si accorge della mancanza del cucchiaio. Subito fa per accusare Ninetta, ma Fabrizio cerca di calmarla. Il Podestà – intuita la possibilità di intimorire la giovane serva – dichiara che si è in presenza di un ladro e che dovrà egli stesso procedere alle indagini, ricordando che i colpevoli di furto subiranno la pena di morte.

Il Podestà indaga sul furto e Ninetta si sente sempre più sotto accusa e scoppia in lacrime; si asciuga il pianto con il grembiule ma , nel farlo, lascia cadere le monete datele poco prima dal venditore ambulante. Alla domanda su dove avesse preso quel denaro, lei risponde dicendo di averlo avuto da Isacco in cambio di alcuni suoi oggetti.
Ninetta no n potendo dire di suo padre e del cucchiaio, attira su di sé tutti i sospetti; Lucia, Giannetto e Fabrizio sono in pena per la sua sorte mentre il Podestà gioisce per la sua prossima vendetta sulla ragazza che l’aveva rifiutato.

Isacco viene fatto chiamare. Racconta di come la ragazza gli abbia venduto un cucchiaio d’argento.
Ninetta gli dice di mostrare il cucchiaio, per dimostrare che non si tratta di uno di quelli della famiglia per cui serve. Isacco ha già venduto il cucchiaio; ricorda però le iniziali che vi erano stampate sopra: F e V (iniziali sia di Fernando Villabella padre di Ninetta, che di Fabrizio Vingradito).

Ninetta viene legata e condotta in prigione; il Podestà è convinto che la paura di essere giustiziata la farà cadere tra le sue braccia.

ATTO II

Ninetta – rinchiusa nella sua cella – riceve la visita del carceriere Antonio, che si impietosisce di lei.
Ninetta gli chiede se può avvertire Pippo che lei vorrebbe incontrarlo. Intanto arriva Giannetto a farle visita, Antonio li lascia soli.

Giannetto la supplica di discolparsi, ma Ninetta – pensando al padre - rifiuta, dicendo che non può parlare.
Antonio rientra in scena, dicendo a Giannetto di andarsene perché sta arrivando il Podestà.

Il Podestà dice a Ninetta di poterla liberare e riscattare il suo buon nome se solo lei accettasse il suo amore; ancora una volta la giovane serva lo respinge; il Podestà si avvia verso il tribunale, dove a breve la ragazza sarà giudicata.

Pippo arriva a far visita a Ninetta. Lei gli chiede di lasciare tre monete all’interno del castagno, dandogli in cambio il crocifisso che portava al collo. Gli chiede inoltre di portare il suo anello a Giannetto.

Intanto Lucia in casa sua ripensa a Ninetta e comincia a dubitare della sua colpevolezza.
Fernando la avvicina, chiedendole di Ninetta. Lucia le racconta che è stata accusata di furto e che presto potrebbe essere condannata.
Fernando parte allora per cercare di liberare sua figlia.

Nella sala del Tribunale, tra la folla, ci sono anche Giannetto e Fabrizio. Come prevedibile Ninetta viene condannata.
La ragazza viene fatta entrare per leggerle la condanna; Giannetto grida che ella è innocente e che nasconde un segreto, ma Ninetta gli chiede di rispettare il suo silenzio.
Il Podestà comincia a rimpiangere il suo eccessivo furore.

Fernando irrompe nell’aula di Tribunale; subito viene riconosciuto come il fuggitivo evaso.
Acconsente a subire la sua sorte, se però in cambio verrà risparmiata sua figlia. Il pretore e i giudici non accolgono questa sua richiesta, poiché la condanna di Ninetta è stata già scritta.
Le guardie accompagnano Fernando in carcere e Ninetta al patibolo.

Lucia intanto si pente di aver accusato Ninetta, pur non conoscendo la sua innocenza.

Ernesto, compagno d’armi di Fernando, arriva nel villaggio portando la notizia della grazia concessagli dal re. Incrociando Pippo, gli chiede indicazioni per la casa del podestà.

Pippo corre per depositare le monete nel castagno. Dopo aver lasciato le monete, si siede per contare quante gliene restino. Sopraggiunge Antonio, portando la notizia della condanna di Ninetta.
Mentre i due parlano, la gazza scende e ruba una delle monete di Pippo; il contadino insieme ad Antonio inseguono la gazza per riprenderle il maltolto per riprendersela.

Ninetta viene portata dalle guardie sul luogo della sua esecuzione.

Pippo, arrampicatosi in cima al campanile, ha trovato il nido della gazza; al suo interno, oltre la moneta appena rubata, trova anche il cucchiaio e la forchetta spariti da casa di Lucia.
Subito avvisa del ritrovamento Fabrizio, Giannetto e Lucia, i quali si precipitano a fermare l’esecuzione di Ninetta.

Lucia racconta tutto al Podestà; Ninetta viene così liberata. Nella scena di giubilo finale, la ragazza è però in pena per le sorti del padre. Entra in scena Fernando insieme al compagno Ernesto e le racconta della grazia firmatagli dal re.
La gioia di Ninetta può essere completa; Fabrizio e Lucia benedicono la sua unione con Giannetto.
Il Podestà ripensa con orrore allo sbaglio che stava per commettere, guidato dalla vendetta e dalla gelosia.

Video

La Gazza Ladra - Overture
Concerto di Capodanno 1991
Wiener Philharmoniker
Direttore: Claudio Abbado
La gazza ladra
Direttore Gianluigi Gelmetti
Regia Michael Hampe

Interpreti
Fabrizio: Roberto Coviello
Lucia: Luciana D'Intino
Giannetto: William Matteuzzi
Ninetta: Katia Ricciarelli
Fernando: Ferruccio Furlanetto
Il Podestà: Samuel Ramey
Pippo: Bernadette Manca di Nissa
Isacco: Oslavio Di Credico
Antonio: Pierre Lefebvre
Giorgio: Francesco Musinu
Ernesto: Marcello Lippi
Il Pretore: Enzo Capuano

Coro Filarmonico di Praga
Maestro del Coro Lubomír Mátl
Orchestra Sinfonica della RAI di Torino

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