I masnadieri

I masnadieri
Prima rappresentazione: 22 luglio 1847
Her Majesty's Theatre di Londra
Compositore: Giuseppe Verdi
Librettista: Andrea Maffei

I Masnadieri” è un’opera lirica di Giuseppe Verdi su libretto di Andrea Maffei, tratta dalla tragedia “Die Räuber” di Friedrich Schiller del 1782.

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Ruoli

  • Massimiliano, Conte di Moor (Basso)
  • Carlo, figlio di Massimiliano (Tenore)
  • Francesco, altro figlio di Massimiliano (Baritono)
  • Amalia, nipote del Conte (Soprano)
  • Arminio, aiutante del Conte (Tenore)
  • Moser, pastore (Basso)
  • Rolla, compagno di Carlo Moor (Tenore)
  • Giovani, banditi, donne, bambini, servitori, (Coro)

Trama

In breve...

Carlo – fuggito dalla casa paterna anni prima – riceve una lettera dal fratello che lo informa che suo padre lo ha bandito. In realtà è tutta una manovra di Fabrizio, il quale fa credere al padre Massimiliano che Carlo è morto in battaglia.
Tutti pensano che Massimiliano sia morto per il dolore, invece è solo svenuto. Fabrizio vuole sposare Amalia, giovane amore di Carlo.
Carlo diventato capo di un gruppo di masnadieri, incrocia Amalia fuggita dal castello. La giovane, non sapendo dei suoi crimini, gli rinnova il suo amore e torna al castello.
Arminio si aggira furtivo attorno ad una fossa; Carlo va a controllare e vi trova il padre segregato. Giura di vendicarlo e manda i suoi masnadieri a uccidere Fabrizio.
Inatnto Amalia viene catturata e condotta a lui. Non potendo mentire sul suo ruolo di bandito, decide di abbandonare la giovane e innocente ragazza. Amalia piuttosto lo implora di ucciderla; Carlo acconsente e la pugnala a morte.  

ATTO I

Germania, metà del XVIII secolo.

In una taverna, il giovane Carlo è immerso in una lettura. Si interrompe un attimo per ripensare alla casa paterna che ha abbandonato in gioventù. Spera di ritornarvi, non prima di aver ricevuto il perdono del padre. 
Entrano frettolosamente un gruppo di giovani e il suo amico Rolla con una lettera indirizzata a lui: è del fratello Francesco, il quale gli comunica che il padre è adirato verso di lui e medita di imprigionarlo qualora tornasse a casa. I giovani decidono allora di formare un gruppo di masnadieri (ladri, criminali) con Carlo come condottiero.

Nel castello dei Moor, Francesco medita. Il padre Massimiliano non è affatto adirato verso Carlo, anzi vorrebbe che tornasse a casa. Francesco però, geloso del fratello maggiore, sta cercando il modo di disfarsi di Carlo e del padre, diventando così il solo signore del castello di Moor.
Chiama dunque il camerlengo Arminio e complotta con lui di spargere la falsa notizia che Carlo è morto.

L’anziano Massimiliano dorme nella sua camera da letto; gli si accosta la giovane Amalia, ragazza orfana da lui adottata, per osservarlo mentre dorme. Nel suo sonno agitato, invoca il nome del figlio Carlo. All’udire quel nome, Amalia ripensa al suo giovane amore ormai fuggito e disperso.
Entra nella stanza Francesco, seguito da Arminio travestito da soldato. Il messaggero annuncia che Carlo è stato ucciso in battaglia e che, con le sue ultime parole, lo ha incaricato di riportare la sua spada al padre.
Prontamente Francesco mostra la spada, su cui Carlo avrebbe scritto con il suo sangue ad Amalia di considerare il loro amore sciolto e di sposare Francesco.
Massimiliano emette un grido di dolore e sviene; Amalia fugge credendolo morto dal dolore.
Francesco gioisce dal volgersi delle cose mentre Arminio comincia a provare un profondo rimorso per quelle menzogne.

ATTO II

Amalia prega davanti a quello che crede essere il sepolcro di Massimiliano.
Arriva Arminio che le confessa la menzogna raccontata e le dice che sia Massimiliano che il suo amato Carlo sono ancora vivi. Arminio fugge via e Francesco raggiunge Amalia.

Francesco le dice di smettere di piangere la morte dell’anziano padre e di pensare alle loro prossime nozze. Amalia però rifiuta di sposarlo e dice di voler fuggire lontano da lui.

Intanto nel fitto del bosco alcuni masnadieri aspettano il ritorno di Carlo, partito per salvare il fido Rolla dalla forca. I due tornano precipitosamente insieme ad alcuni altri masnadieri. Per salvare Rolla hanno messo a fuoco la città di Praga.
Carlo – segnato dai crimini che ha compiuto – ripensa all’innocenza della sua amata Amalia ormai tanto lontana.

ATTO III

Amalia è riuscita a fuggire dal castello e vaga nel bosco; sente le voci di alcuni masnadieri che si avvicinano e parlano di delitti e crimini commessi. La giovane ragazza, impaurita, si nasconde.
Dopo poco arriva Carlo, che vedendola la riconosce subito; lei gli racconta di quanto successo al castello in sua assenza e della morte del padre.
Carlo la abbraccia e gli rinnova il suo amore, sperando che lei non venga mai a sapere dei crimini di cui si è macchiato.
Il giovane condottiero fa ritorno da solo fra i suoi masnadieri; tutti dormono e lui pensa alla sua vita, ormai così lontana da quella dall’innocenza di Amalia. Per un attimo pensa di uccidersi, ma poi decide che la vita di dolore a cui è condannato sia una pena più severa per il suo animo corrotto.

Sente una voce poco distante: è Arminio che getta del cibo dentro una fossa chiusa da una grata.
Carlo si avvicina e Arminio fugge spaventato. Apre la grata e ne esce un vecchio scheletrico: si tratta di suo padre Massimiliano. L’anziano uomo però non riconosce nel capo dei masnadieri il suo figlio Carlo.
Dopo essere svenuto alla notizia della morte del figlio primogenito, Francesco ha provato a chiuderlo in una bara ma lui è rinvenuto. A quel punto, il figlio degenere lo ha segregato a morire di fame in quella fossa lontano dal castello. Dopo aver detto ciò, l’uomo sviene nuovamente.
Carlo sveglia i masnadieri e giura che quella notte stessa vendicherà i torti subiti dal padre, uccidendo suo fratello Francesco.

ATTO IV

All’interno del castello Francesco si sveglia tormentato dagli incubi e chiama Arminio; gli chiede che sia condotto a lui il pastore Moser.
Trovandolo pallido e tremante, Moser capisce che è scosso dai sensi di colpa per ciò che ha fatto al padre e al fratello. Gli dice che Dio che lo sta punendo per i suoi peccati.
Arminio torna in tutta fretta, annunciando che i masnadieri hanno preso d’assalto il castello; Francesco – sapendo di essere prossimo alla morte - ordina a Moser di assolverlo dai suoi peccati, ma questi rifiuta.

Nel fitto della foresta, Massimiliano si sveglia dal suo sonno; chiede il perdono allo spirito del figlio che crede ancora morto. Carlo che non ha il cuore di confessargli che suo figlio è in realtà a capo di un gruppo di masnadieri, lo rassicura, dicendogli che il suo Carlo di sicuro lo perdonerà dall’alto dei cieli.
Un gruppo di masnadieri li interrompe; hanno appena catturato Amalia e la portano al loro capo come bottino. Tra lo stupore dei presenti, Amalia getta le braccia al collo a Carlo.
Davanti all’evidenza dei fatti, Carlo è costretto a confessare a Massimiliano di essere in realtà il suo figlio disperso creduto morto, e ad Amalia di essere a capo di quel gruppo di briganti.
Sapendo di non poter costringere Amalia ad abbracciare quella sua vita tormentata, decide di lasciarla. La giovane ragazza però lo implora di ucciderla in quanto preferirebbe la morte alla vita senza il suo amato.
Carlo al fine estrae il suo pugnale e uccide Amalia.

 

Video

I MASNADIERI - Napoli, Teatro di San Carlo - Marzo 2012
Massimiliano - Giacomo Prestia
Carlo - Aquiles Machado
Francesco - Artur Rucinski
Amalia - Lucrecia Garcia
Arminio - Walter Omaggio
Moser - Dario Russo
Rolla - Massimiliano Chiarolla
Corpo di ballo del Teatro San Carlo
Orchestra e coro del Teatro San Carlo
Direttore: Nicola Luisotti
I MASNADIERI - 2013, Teatro Regio di Parma
Massimiliano: MIKA KARES
Carlo: ROBERTO ARONICA
Francesco: DAMIANO SALERNO
Amalia: AURELIA FLORIAN
Arminio: ANTONIO CORIANÒ
Moser: GIOVANNI BATTISTA PARODI
Rolla: ENRICO COSSUTTA
Filarmonica Arturo Toscanini
Coro del Teatro Regio di Parma
Direttore: Francesco Ivan Ciampa
Maestro del Coro: Martino Faggiani
Regia: Leo Muscato

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